Fumo, alcool, problemi di peso: uno psicologo virtuale?

 un urlo di rabbiaIl primo approccio alla relazione d’aiuto è spesso problematico per chi sente di “stare male“. Per quanto sia diffusa la cultura della prevenzione, il ricorso allo psicoterapeuta è molto spesso tardivo. Una forma di repulsione, umanissima, ostacola chi ha bisogno di un consiglio, sostegno o psicoterapia, e ciò fa sì che la persona resti a lungo con i propri problemi, e tenti di tutto pur di non parlarne con una persona estranea.
Sul Corriere della Sera si legge di una nuova prospettiva per il futuro rapporto tra la Società e la Psicologia che, attraverso la rete, può raggiungere chi ha bisogno d’aiuto, di sostegno, d’incoraggiamento, ovunque egli si trovi.

Smettere di fumare, perdere peso, ridurre l’alcol: l’aiuto è sul web
Efficace e sempre più utilizzato l’auto-aiuto sul web: nessun contatto col terapista, ma i benefici superano gli svantaggi.
Curare la dipendenza dalle sigarette o riuscire finalmente a dimagrire, prevenire la depressione post-partum o imparare come gestire il diabete. Questo e altro si può fare oggi con programmi di auto-aiuto online: il terapista non c’è, il programma è abbastanza standard per tutti, ma i fautori sostengono che funzioni. [leggi tutto l'articolo]

Prima di questa, l’interazione psicoterapeutica mediata da strumenti informatici ha già avuto diverse applicazioni sperimentali; la fredda distanza di un rapporto anonimo, basato sulla tecnologia, sembra produrre risultati incoraggianti, dando alle persone un iniziale supporto psicologico, aiutandole a pensare di potersi affidare e a rompere il ghiaccio, soprattutto nei casi di resistenza al contatto personale.

“Storie per pensare” – Barbara Colombo

Storie per pensare, opera di Barbara Colombo che ne ha pubblicato di recente il secondo volume, sono libri sull’apprendimento dall’approccio originale: suddivisi in percorsi / storie, affrontano l’apprendimento musicale e lo sviluppo di abilità cognitive fondamentali. Storie per pensare - Barbara Colombo

Barbara Colombo è Psicologa e musicista, ricercatrice e docente di Psicologia Generale presso l’Università Cattolica di Brescia.

Storie per pensare – Colombo Barbara
Trento : Erickson, 2010
[ISBN] 978-88-613-7694-6

Fonte: Blog “Quaderno di un bibliotecario” – http://letture.wordpress.com/2012/01/10/libri-storie-per-pensare-di-barbara-colombo/

Emicrania

La psicoterapia nel trattamento dell’emicrania.

emicraniaNella cura dell’emicrania, la psicoterapia si affianca da tempo, ai classici rimedi medico farmacologici, essendo ormai consolidata conoscenza che numerosi processi psichici individuali, familiari e sociali, sono connessi a questo disturbo.

Oltre al rimedio sintomatico quindi, l’emicrania esige sempre il ricorso alla psicoterapia con la finalità di promuovere la conoscenza consapevole delle cause – immediate o trascorse – che scatenano un dolore così caratteristico e persistente, quasi sempre associato a contrazione dei muscoli della nuca e del capo, molto spesso a disturbi della vista (fotofobia, aura, scotoma scintillante), reazione somatica (vertigini, nausea e vomito convulso), prostrazione e talvolta a svenimento.

Lo psicoterapeuta, nell’affrontare emicranie che risalgono all’infanzia e all’adolescenza, può incontrare ricordi ed esperienze riguardanti il rapporto del paziente coi genitori, collegamenti con ansie ed eventuali stati di confusione di quel periodo della vita che, nel tempo, hanno reso il mal di testa una reazione diretta e automatica a precise condizioni di stress.
Nell’adulto infatti
è frequente che un mal di testa si presenti - immediatamente, dopo ore o nei giorni successivi - come conseguenza di difficoltà, fatica o contrarietà nella vita quotidiana; di solito associandosi a un disturbo del sonno, alterazioni dell’umore e spesso a un episodio depressivo.

La psicoterapia è molto efficace in tutti casi di insufficiente tolleranza allo stress, ma in particolare nel trattamento di pazienti gravi sotto controllo farmacologico e loro familiari. Infatti il particolare stato emotivo di queste persone, alimentando la disperazione e la depressione, innesca un processo circolare che concorre sia a scatenare che a mantenere l’attacco emicranico aggravando l’ansia e lo stress.

Con la psicoterapia il paziente riesce meglio a tollerare lo stress e, identificando le cause che la scatenano e le tensioni latenti che la sostengono, a liberarsi dell’emicrania. Le funzioni che intervengono in questo processo sono spiegate da diverse teorie in termini come rilassamento, suggestione, desensibilizzazione, ecc… Normalmente il paziente non ha chiara coscienza di tali funzioni, ma riconoscere il progressivo ridursi dei sintomi, accentua la sua disponibilità al cambiamento e concorre al successo del trattamento con la completa scomparsa della cefalea.

Ancora sulla depressione post-partum.

madre e figliaÈ una problematica fondamentalmente materna, ed è giusto tornare a occuparsene, subito dopo aver rilevato che ne possono soffrire anche i papà.
Il “lieto evento”, la nascita di una nuova vita, si interseca con le attese positive – certo – della puerpera, della coppia, della famiglia, del gruppo amicale e della società intera; ma anche con la minaccia latente – non sia mai – che s’appoggia all’ansia indotta dalla transizione: sta nascendo anche una mamma, sta nascendo un papà, una coppia sta diventando famiglia.
Ma il problema è sottovalutato.

Si legge su Il Corriere Della Sera
Depressione post parto, pochi i centri dedicati. Sono 80 mila ogni anno le neo mamme con disturbi dell’umore
In attesa di un bambino, o con un bebè in braccio: devi essere felice per forza. Come si può non toccare il cielo con un dito? Difficile trovare chi non pensi che la maternità per una donna sia il periodo più bello della vita. Per tante, invece, non è così e l’arrivo di un bimbo si accompagna alla depressione, prima o dopo il parto: succede ogni anno a circa 80 mila italiane (il 16% delle neomamme). [...] L’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDa) ha stilato, insieme con gli specialisti di sei Centri di riferimento nazionali, le prime Linee guida italiane per la gestione della depressione in gravidanza e nel post parto. [..] Le Linee guida sono rivolte a ginecologi, neonatologi, pediatri e medici di famiglia per aiutarli a identificare i fattori di rischio e i sintomi più importanti della depressione perinatale (ad esempio, il pensiero ossessivo di fare del male al bimbo) per offrire alle mamme un primo aiuto. [leggi l'intero articolo]

Durante l’attesa ci si adagia su prospettive gioiose, dopo – a parto felicemente avvenuto – si incontra irreversibilmente, spesso inconsapevolmente, il fatto che niente sarà più come prima. Mai più.
Non è un passaggio facile; la fragilità, le emozioni, i conflitti, la perdita dello status con l’assunzione del ruolo genitoriale – impegnativo per definizione – presentano il conto.
Solitamente il disturbo si risolve col tempo e col sostegno delle famiglie e degli amici, senza lasciare gravi tracce; in certi casi però, può rivelarsi una minaccia alla salute psicofisica della persona, alla stabilità coppia e al benessere del bambino, ed esigere un aiuto competente.

Depressione post partum: esiste anche per il padre

depressione padreLa depressione post partum è molto conosciuta quale sindrome depressiva che colpisce le madri dopo la nascita di un figlio; spesso fin dalle prime ore. Non tutti sanno che tale complesso di sintomi depressivi può colpire in modo simile anche il padre di un neonato, con conseguenze sullo sviluppo psichico del bambino.

Uno studio pubblicato su The Medical Journal of Australia sostiene questa interessante ipotesi. L’analisi ha coinvolto circa 2600 famiglie e ha rilevato che, verso i quattro, cinque anni di età, i bambini i cui padri avevano manifestato sintomi di depressione post natale mostravano disturbi del comportamento fino a tre volte di più di bambini con genitori che non avevano sofferto di tale sindrome.

Ha diretto lo studio il Dott. Richard Fletcher, capo del progetto di ricerca su padri e famiglie dell’Università di Newcastle.

Fonte: Study highlights fathers’ depression. (Amy Corderoy)

C’era una volta la fiaba – A.Rossato e Altri.

Narrare e rinarrare storie a un bambino, è come costruire orditi; ossature di parole e schemi di frasi connesse in trame. Talvolta una fiaba diventa la preferita, a significare che a essa meglio aderiscono funzioni rassicuranti sulle quali non occorre dilungarsi qui. Basterà osservare che la solitudine, il buio, il sonno stesso, possono procurare ansia d’abbandono e depressione ancora nell’adulto; tracce di quel tempo nel quale non si conosce, ne si può sia pure pensare, il malessere psichico.
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“C’era una volta la fiaba.” di Alberto Rossati, Paolo Roccato e Agnès Le Guernic.

Le fiabe sono molto importanti per la nostra vita: ne è prova il grande uso che ne viene fatto da genitori, insegnanti, psicoterapeuti… È difficile, tuttavia, spiegare razionalmente le ragioni di questa importanza ed esplorarne le possibilità di utilizzo. È quanto fanno, partendo da diverse prospettive concettuali, gli scritti raccolti in questo volume. In “Dodici buoni motivi per raccontare o leggere storie ai bambini” Paolo Roccato spiega con chiarezza le possibili funzioni formative e pedagogiche del racconto di una fiaba. Alba Marcoli nel secondo capitolo (Come riaprire la comunicazione genitori-figli attraverso la fiaba) propone di utilizzare le fiabe per sensibilizzare genitori ed educatori ai bisogni che sottostanno al disagio dei piccoli. In “Fiabe e piani di vita” Agnés Le Guernic chiarisce che le fiabe introducono i bambini nei vari ruoli della vita sociale e li aiutano a formarsi “piani di vita psicologici” utili per la crescita. Infine Stephen Roberts affronta il problema di quale possa essere l’eredità della fiaba nel nostro mondo contemporaneo dominato dai mass media, e si chiede: “Sono i film di Hollywood le nuove fiabe?”

Editore Aracne 2011 (collana Psicologia clinica e psicoterapia)
Brossura, 128 p., € 9,00 (Sconto 5% € 8,55)

“Elogio della depressione” – A.Bonomi, E.Borgna

elogio-della-depressione-copertinaLa  depressione vista dalle due ottiche sociologica e psichiatrica. E’ un libro originale, questo piccolo saggio che affianca le voci autorevoli di Aldo Bonomi e Eugenio Borgna, già dal titolo, che però non stupisce chi legge da anni i testi del grande psichiatra.
Leggi l’intera recensione: RaiNews Libri, di Cristina Bolzani.

EINAUDI 2011 – pp.XII-140
Vele – € 10,00 – ISBN 9788806205805
eBook – € 6,99 – ISBN 9788858404904

“Casi classici della Psicologia” – Geoff Rolls

Conoscete la storia di Kim Peak, il vero Rain Man? Una storia di autismo capace di ispirare un film di successo. O il caso di un uomo vissuto con un buco in testa oppure la storia di una donna dotata di personalità multiple? Questo libro di Geoff Rolls si propone per essere letto tanto da studenti di Psicologia quanto da persone appassionate della mente umana, proponendo interessanti storie umane e le intuizioni psicologiche che ne sono derivate.

Il testo dispone anche di un glossario esplicativo.
Un modo di approcciare alla Psicologia sicuramente leggero e accattivante.
Fonte: Google Books

Springer Verlag Italia 2011 pp.120
Brossura – € 29,95 (sconto -15% sped.gratuita in Italia) – ISBN 9788847019225


“Contaminazioni” Workshop creativo.

CONTAMINAZIONI
contaminarsi con la creazione artistica,
decontaminarsi con l’Analisi Transazionale.
Un laboratorio per accedere alla propria creatività e raggiungere il proprio personale benEssere ritrovando il riso dell’anima.

11 dicembre 2011
19100, La Spezia, P.zza Cavour n.24.
(Studio di Psicoterapia Logopedia Psicomotricità)

WORKSHOP CREATIVO
di Vera Roberta Riccobaldi, con Simonetta Amadi.
I partecipanti, attraverso un percorso corporeo-creativo e l’utilizzo di tutti i canali sensoriali, potranno “fare” e con il fare vivere un’esperienza portatrice di benessere, con la libertà di aprire le porte della curiosità facilitando consapevolezze emotive…svegliamo-sveliamo a noi ciò che già ci appartiene!

Vera Roberta Riccobaldi, Psicologa  – Analista Transazionale
Spezzina nostalgica, pescarese d’adozione, pensa che la propria casa ognuno la porti con sé come fanno le chiocciole. Per scoprirla, riscoprirla, conoscerla meglio, amarla di più, propone da qualche tempo gli workshops creativi “ContaminAzioni”. Scientificamente convinta che l’umorismo, il gioco e la creatività siano stimoli potentissimi per l’autoconoscenza, la consapevolezza e la felicità, utilizza nei suoi workshops l’Analisi Transazionale, suo riferimento scientifico e prassi terapeutica, “contaminata” con le Arti (pittura, fotografia, danza, ecc.) e con gli artisti che ne sono portatori per decontaminarsi, divertendosi.

Simonetta Amadi, Artista Fisioterapista
Altezza media, mora (dentro), ciccia naturale, ha gnignai anni, svolge attività artistica da quando è nata, svolge attività artistica fisioterapica da – 20 (o +30), prevalentemente con adulti e minori con problemi neurologici. Sta insegnando da molti anni all’università a giovani e “non”, che vogliono in un prossimo futuro diventare fisioterapisti, è insieme a tre amiche uno spicchio della cooperativa sociale Zigoele. Ride per niente, va in bolla con colori matite carta. Accanita sostenitrice dell’armonia e della lievità : essere felici si può imparare.

INFO:
Il workshop è rivolto ad adulti, non richiede nessuna competenza specifica, solo la curiosità , il desiderio, la voglia di esprimersi e di stare meglio nella propria pelliccia. Si svolgerà nella giornata di domenica 11 dicembre 2011, dalle 10.00 alle 17.30, per 6 ore complessive di attività. E’ previsto un numero massimo di   20 partecipanti.
Il costo è di € 80,00.

CONTATTI
Vera Roberta Riccobaldi
Tel. 3387933741
riccobaldiroberta@tiscali.it

Simonetta Amadi Tel. 3496074317
zanego@libero.it
www.zigoele.weebly.com
http://www.facebook.com/profile.php?id=100001290752627

Evento su Facebook.

“Prevenzione sessuale” si può dire?

Una notizia che merita attenzione – perchè vi si riflette un importante aspetto nella vita individuale, di coppia e, non di meno, a livello sociale – si legge da ieri sul Corriere della sera.

La Rai nel giorno dell’Aids: non dite «profilattico»
Email interna: è la linea del ministero della Salute.

ROMA – La parola profilattico nell’Italia del 2011 è ancora un tabù. Almeno lo è per la Rai e per il ministero della Salute, che da pochi giorni è guidato da Renato Balduzzi. Non bisogna pronunciarla nemmeno in occasione della giornata mondiale contro l’Aids. Che è stata celebrata ieri, con una serie di trasmissioni su Radio 1. [leggi l'intero articolo]

Il tema ci coinvolge tutti.
Ognuno può aderire con la propria opinione e col proprio vissuto, col pensiero o col comportamento, a un aspetto almeno. Sono presenti passato, presente e futuro, felicità e infelicità, passione e desiderio, sentimenti, aspettative, e timori, e speranze, e rancori perfino.

Eppure il preservativo non è che un accessorio; un prodotto sanitario di profilassi; profilattico appunto, destinato a preservare (appunto) dall’infezione che si può diffondere attraverso il rapporto sessuale.
Non è in discussione se sia efficace a tale scopo, ma se si possa considerare morale usarlo (nell’articolo si tratta dell’opportunità di nominarlo – e se sia morale vietare che venga nominato – in relazione a un evento intriso di aspetti morali relativi alla sessualità).

È lecito parlare di “prevenzione sessuale”?

Il problema riguarda ogni famiglia, quando i figli incontrano l’adolescenza. Riguarda ogni giovane vita, che in un’adeguata rete di relazioni sociali, si prospetta la fatidica prima volta, raramente senza conflitti. Riguarda ogni persona nella coppia e la coppia medesima – ogni genere di coppia – quando amore, desiderio, passione, conducono ad assumere quel ruolo intimo così naturale.
Dove si incontrano il naturale e il sociale, l’educativo formale e l’istintivo spontaneo, la si rivela in tutto il suo spessore il conflitto tra ciò che è definito bene e ciò che non lo è; e i risultati possono essere sorprendenti: dall’accentuazione dell’eros attraverso la trasgressione, alla mistificazione ipocrita, alla sofferenza del rifiuto che spesso si rivela nell’ansia da prestazione e può arrivare a procurare isolamento e impotenza.