3 Comments

  1. Elisa
    26 marzo 2012 @ 19:24

    Un articolo molto interessante, che fornisce spunti di riflessione utli sia agli psicologi imegnati in campo oncologico che a quelli che pur non essendolo potrebbero trovarsi, senza mezzi adeguati, a fronteggiare in modo involontariamente sprovveduto certi problemi, sia ai familiari dei malati gravi. inoltre, questo articolo, può indicare ai pazienti oncologici psicologicamente sofferenti, una via, quella del sostegno psicologico che può accompagnarli in questa loro battaglia e viaggio attraverso la malattia.

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  2. Eugenio
    27 marzo 2012 @ 07:04

    Concordo con Elisa.
    Anch’io ho trovato molto interessanti le indicazioni dell’articolo e me ne sento partecipe.
    Bisogna incoraggiare gli psicologi e la gente in generale a considerare la sofferenza una circostanza affrontabile anche nelle situazioni più gravi e minacciose, perchè la psiche possiede risorse sottovalutate e trascurate.
    Ciò deriva dal considerare la medicina una specie di tecnologia.
    Grazie.

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  3. Dott. Dell'Anna
    29 marzo 2012 @ 17:25

    Ringrazio i gentili lettori per l’apprezzamento, oltre che per i contributi e l’attenzione a questo tema difficile e affascinante.
    Ho apprrezzato in particolare l’idea di Elisa, dello psicologo come compagno di viaggio attraverso la malattia, e l’allusione di Eugenio alle attese che si rivolgono alla medicina quasi come fosse uno strumento tecnologico e connotato, aggiungerei, da funzionalita inesorabile e potere onnipotente.

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