C’era una volta la fiaba – A.Rossato e Altri.

Narrare e rinarrare storie a un bambino, è come costruire orditi; ossature di parole e schemi di frasi connesse in trame. Talvolta una fiaba diventa la preferita, a significare che a essa meglio aderiscono funzioni rassicuranti sulle quali non occorre dilungarsi qui. Basterà osservare che la solitudine, il buio, il sonno stesso, possono procurare ansia d’abbandono e depressione ancora nell’adulto; tracce di quel tempo nel quale non si conosce, ne si può sia pure pensare, il malessere psichico.
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“C’era una volta la fiaba.” di Alberto Rossati, Paolo Roccato e Agnès Le Guernic.

Le fiabe sono molto importanti per la nostra vita: ne è prova il grande uso che ne viene fatto da genitori, insegnanti, psicoterapeuti… È difficile, tuttavia, spiegare razionalmente le ragioni di questa importanza ed esplorarne le possibilità di utilizzo. È quanto fanno, partendo da diverse prospettive concettuali, gli scritti raccolti in questo volume. In “Dodici buoni motivi per raccontare o leggere storie ai bambini” Paolo Roccato spiega con chiarezza le possibili funzioni formative e pedagogiche del racconto di una fiaba. Alba Marcoli nel secondo capitolo (Come riaprire la comunicazione genitori-figli attraverso la fiaba) propone di utilizzare le fiabe per sensibilizzare genitori ed educatori ai bisogni che sottostanno al disagio dei piccoli. In “Fiabe e piani di vita” Agnés Le Guernic chiarisce che le fiabe introducono i bambini nei vari ruoli della vita sociale e li aiutano a formarsi “piani di vita psicologici” utili per la crescita. Infine Stephen Roberts affronta il problema di quale possa essere l’eredità della fiaba nel nostro mondo contemporaneo dominato dai mass media, e si chiede: “Sono i film di Hollywood le nuove fiabe?”

Editore Aracne 2011 (collana Psicologia clinica e psicoterapia)
Brossura, 128 p., € 9,00 (Sconto 5% € 8,55)

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